L’Inter campione d’inverno con Dumfries per simbolo. Da Conte a Inzaghi non era proprio previsto. – – Si è rigiocata Milan-Napoli e si è rovesciato tutto. Il Milan resta l’unica anti-Inter ma il Napoli ora è a -7 dallo scudetto: e non si può dare tutta la colpa agli infortuni – – La Juve continua a risalire verso la zona Champions League. La squadra di Allegri batte il Cagliari con i gol di Kean e Bernardeschi ed approfitta dell’inaspettato pareggio dell’Atalanta a Marassi contro il Genoa di Shevchenko. Adesso la Juve fa la corsa proprio sull’Atalanta che è soli quattro punti più sopra. – – Nel frattempo il calcio trema per l’inchiesta giudiziaria sulle plusvalenze fasulle, stavolta la Finanza ha fatto visita all’Inter. – – Si replica poi lo stesso caso di Napoli-Juve dello scorso anno, non giocata a causa di positivi al Covid. La Salernitana infatti non è partita per Udine perché bloccata dalla Asl campana, l’Udinese è andata allo stadio ugualmente e ora la palla passa al giudice sportivo. Insomma torniamo alle solite spaccature di un anno fa sulla gestione nel calcio dell’emergenza Covid.  – – La Salernitana rischia inoltre l’esclusione dal campionato a causa della doppia proprietà del presidente Lotito: la Federcalcio non ha intenzione di dare proroghe se non c’è un nuovo acquirente.


SERIE A 2021-2022

GIORNATA N. 19

Martedì 21 dicembre 2021

Udinese – Salernitana ND

(non disputata per casi Covid nella Salernitana)

Genoa – Atalanta 0-0

Juventus – Cagliari 2-0

(40′ Kean J, 83′ Bernardeschi J)

Mercoledì 22 dicembre 2021

Sassuolo – Bologna 0-3

(36′ Orsolini B,  44′ Hickey B, 90’+4′ Santander B)

Venezia – Lazio 1-3

(3′ Pedro L, 30′ Forte V, 48′ Acerbi L, 90’+5′ Luis Alberto L)

Verona – Fiorentina 1-1

(17′ Lasagna V, 81′ Castrovilli F)

Inter – Torino 1-0

(30′ Dumfries I)

Roma – Sampdoria 1-1

(72′ Shomurodov R, 80′ Gabbiadini S)

Empoli – Milan 2-4

(12′ Kessie M, 18′ Bajrami E, 42′ Kessie M, 63′ Florenzi M, 69′ Hernandez M, 84′ Pinamonti rig. E)

Napoli – Spezia 0-1

(37′ Juan Jesus aut. S)

***

Mercoledì 22 dicembre 2021

Hanno rigiocato Milan-Napoli e si è rovesciato tutto

E’ come se Milan-Napoli si fosse rigiocata, a risultato invertito. Quasi che il famoso gol annullato a Kessie non avesse chiuso i conti e dunque ci fosse ancora qualcosa in sospeso. Rovesciamo tutto allora: il Milan fiacco è tornato pimpante e Kessie, spostato più avanti in campo ad esaltare le sue qualità, di gol ne ha pure trovati due. Il Napoli che ci era sembrato così compatto e tosto a San Siro alla fine lo troviamo fragile proprio nel suo stadio che ha intestato a Maradona: prima e dopo la partita vinta col Milan ha perso con l’Empoli e con lo Spezia. Conta poco dominare una partita, non subire nemmeno un tiro in porta, farsi gol da soli: mancare certe occasioni, soprattutto nella zona nobile della classifica, è peccato grave. Due sconfitte in cui non si possono oggettivamente addurre a scusante i tanti infortuni. Otto punti nelle ultime otto partite. Per il Napoli sa proprio di occasione perduta e di scudetto oggi più lontano.

I giocatori dello Spezia festeggiano la vittoria a Napoli

  Per l’Inter non cambia moltissimo – sempre a +4 si trova – ma intanto si è praticamente scrollata il Napoli di dosso, perché 7 punti cominciano a essere pesanti. Sintetizziamola così, l’Inter va e le altre prima o poi inciampano da qualche parte. E’ successo con l’Atalanta, col Napoli, col Milan. L’Inter gioca bene, fa risultati e soprattutto fa sbattere le altre fra loro.

  A questo punto, andato subito in frantumi il mito iniziale delle sette sorelle pretendenti allo scudetto, ci accorgiamo che anche il totem delle quattro big che si equivalgono perfettamente si è sfasciato, e tutto può tornare in gioco. L’Inter sopra se ne sta andando, la Juve da sotto sta avanzando e Napoli e Atalanta sono riassorbibili.

Kessie e Florenzi protagonisti della vittoria del Milan a Empoli

L’Inter campione d’inverno. Non era previsto…

L’Inter che vince l’ultima partita d’andata con un gol di Dumfries (tre gol nelle ultime quattro partite) e taglia per prima il traguardo di metà stagione è la sintesi perfetta della parabola nerazzurra. Una rigenerazione breve e geniale che ha consentito alla squadra campione d’Italia di restare protagonista, nonostante la maggior parte di noi l’avesse già condannata al ruolo di comparsa dopo il trauma dell’addio di Conte, Lukaku, Hakimi ed Eriksen. Sostituirli con Inzaghi, Dzeko, Dumfries e Calhanoglu significava nel vecchio codice dell’aspro Antonio Conte, ritornare a mangiare in trattoria quando per un po’ ci si era abituati a frequentare i ristoranti gourmet da 100 euro a botta.

  Non è andata così, il bravo Inzaghi, che ha dovuto combattere contro il pregiudizio della sua gioventù professionale ed esperienza limitata alla Lazio, si è mostrato pronto anche lui per le grandi platee e per i grandi ristoranti, e anzi il passaggio agli ottavi di Champions League è stato quasi un lusso, un optional. Addirittura un passo avanti rispetto all’illustre predecessore.

  Certo sullo sfondo abbiamo pure un’inchiesta della magistratura sulle plusvalenze nerazzurre e un traguardo tagliato in uno stadio di cui tra pochi anni non resterà più nulla se non una solitaria torre, ultimo resto di un tempo straordinario che il calcio finanza di oggi cancellerà senza alcuno scrupolo. Sono storie che camminano su binari paralleli. Ma non dimentichiamo, comunque, che all’infinito anche le rette parallele si incontrano…

***

Martedì 21 dicembre 2021

La Juve a -4 dall’Atalanta e dalla zona Champions, la Finanza all’Inter per gli intrighi delle plusvalenze, e la Salernitana tra Covid e minaccia di esclusione dal campionato

La Finanza nelle società di calcio, l’emergenza Covid in campionato, il rischio di un campionato che da adesso in poi rischia di proseguire a 19 squadre soltanto. Si arriva a metà campionato lasciando la copertina ad altro, non le partite o i gol che sono stati troppo pochi rispetto al previsto. La Juventus non poteva non vincere contro un Cagliari perduto dentro se stesso e sull’orlo della serie B. I gol di Kean e Bernardeschi assecondano la lenta risalita della Juve verso la zona Champions League, anche se le perplessità sulla consistenza e sul gioco juventino restano ancora tutte. Un’idea un po’ più sicura sulla Juve potremo farcela dopo le partite con Napoli e Roma, al ritorno in campo dopo la sosta. Resta il fatto che ora il quarto posto dista solo 4 punti ( -4 dall’Atalanta e -5 dal Napoli) e dunque con la Juve, almeno a questo livello, bisognerà fare i conti.

  L’obiettivo di Allegri a oggi è proprio quell’ Atalanta, che il clou lo aveva raggiunto  vincendo a Torino contro i bianconeri, ma non è riuscita a fare gol al derelitto Genoa di Shevchenko (al secondo 0-0, tutte le altre cinque partite perse). A testimonianza che la batosta contro la Roma aveva una ragione profonda e che la questione del gol annullato per cui Gasperini si è infuriato era ben più marginale di quanto si volesse far credere.

  Poi, anzi prima, ci sono state le altre partite extra campo della giornata. La Finanza ha fatto visita all’ Inter a caccia di documenti per 78 milioni complessivi che facciano luce sulla questione plusvalenze che avvelenano e inquinano i bilanci delle società di calcio. Ancora non abbiamo il perimetro preciso di questa inchiesta, sappiamo però che riguarda al momento squadre importanti (Juventus, Inter e non solo) e che rischia di scardinare l’intero calciomercato. Una fetta del quale è sostanzialmente fittizio e inventato a soli fini di mettere toppe a bilanci malridotti. Le plusvalenze fittizie spesso servono a fare cosmesi di bilanci che altrimenti non passerebbero il vaglio del Financial Fair Play.

  E poi c’è Udinese-Salernitana replay del caso Juve-Napoli dello scorso anno. La Salernitana non è partita per Udine a causa dell’intervento dell’autorità sanitaria e l’ Udinese è andata ad aspettarla insieme all’arbitro allo stadio perché la Lega non ha ufficialmente rinviato la partita. Palla ora al giudice sportivo. Ma intanto ricadiamo in questioni che abbiamo discusso per mesi. Il calcio pretende sempre di avere l’ultima parola rispetto all’autorità sanitaria. Ma l’aspetto calcistico è francamente il meno preoccupante, preoccupa molto di più che dopo un anno e oltre si stia sempre tutti a combattere contro lo stesso nemico. Questo dovrebbe invocare maggior compattezza e meno divisioni.

  Per inciso, e sempre a riguardo della Salernitana, il presidente della Federcalcio Gravina ha dichiarato che sulla questione della doppia proprietà di Lotito e della vendita obbligata non ci sarà alcuna proroga. E dunque o la Salernitana sarà venduta a un nuovo proprietario entro il 31 dicembre, oppure sarà esclusa dal campionato. E avanti con 19 squadre soltanto e un campionato zoppo. Peggio di così…

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