Legge di bilancio, il pasticcio della carta del docente. E ora mancano i fondi per gli Ata


di Redazione Scuola Il bonus da 500 euro era stato cancellato dalla Legge di Bilancio: «Confluiranno nel fondo per la valorizzazione dei docenti». Poi la retromarcia. Il nodo dell’organico Covid

Il telefonino quello no, ma con la carta del docente – 500 euro tondi tondi – i professori possono comprarci un sacco di cose: non solo libri, riviste, biglietti di musei, teatri e cinema, ma anche personal computer, tablet e software vari. Abbonarsi ai giornali e iscriversi a corsi di aggiornamento professionale di qualsiasi tipo, purché erogati da enti qualificati o riconosciuti dal ministero dell’Istruzione. Perfino prendersi un’altra laurea o un master. Ebbene, dalla bozza della legge di bilancio al vaglio del governo, la carta del docente è sparita per tutto il pomeriggio di giovedì. O meglio quei 500 euro venivano fatti confluire nel rinnovo del contratto, partita tuttora apertissima con i sindacati che minacciano la rottura se non verrà riconosciuto ai docenti un aumento «a tre cifre» come nel resto della Pubblica amministrazione. Soltanto alle sette di sera, il ministro Patrizio Bianchi è riuscito a convincere i colleghi e il premier a stralciare la norma: i 260 milioni per il fondo di valorizzazione degli insegnanti sono stati trovati con altre poste. E non è stata l’unica grana provocata dalla legge: nell’allungare fino a giugno i contratti per gli insegnanti Covid (300 milioni), ha dimenticato il personale Ata, i cui contratti scadranno a dicembre. Toccherà al Parlamento cercare di inserirli tra le proroghe.

<p>Il testo del Bilancio entrato in consiglio dei ministri infatti all’articolo 102 cancellava la carta docente facendo confluire i soldi nel fondo che distribuisce gli aumenti: «Al fine di aumentare le risorse finanziarie destinate alla valorizzazione della professionalità del personale scolastico, le risorse relative alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di cui all’articolo 1, comma 121, della legge 13 luglio 2015, n. 107, confluiscono sul fondo di cui all’articolo 1, comma 592», ovvero un fondo per la valorizzazione dei docenti da 260 milioni di euro all’anno dal 2022. Non solo un cambio di posta ma anche di platea: in questo modo quelli che finora erano 500 euro in più della normale busta paga per tutti, per di più esentasse, diventano parte di una retribuzione aggiuntiva destinata solo ai docenti da valorizzare, appunto, «premiando in particolare la dedizione all’insegnamento, l’impegno nella promozione della comunità scolastica e la cura nell’aggiornamento professionale continuo».  </p>   <p>La trovata era destinata a scontentare gli insegnanti, ma che pare abbia sorpreso lo stesso ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. E ha fatto sollevare più di qualche sopracciglio anche all’interno della maggioranza, per esempio fra i parlamentari del Movimento Cinque Stelle e di Italia Viva che difendono<a href="https://www.corriere.it/scuola/medie/cards/carta-docente-ecco-come-si-puo-spendere/bonus-500-euro_principale.shtml"> la carta del docente, istituta ormai 6 anni fa dalla legge sulla Buona Scuola, cioè ai tempi del governo Renzi</a>. «I soldi della Carta del Docente diventano un fondo per la valorizzazione della professione e finiscono nello stipendio, ma non più per tutto il personale di ruolo e saranno pure tassati - è il commento di Marcello Pacifico, presidente del sindacato dei precari Anief che da anni chiede di allargare il bonus anche ai precari, finora esclusi. «Il Governo - prosegue -, piuttosto che valorizzare il lavoro del personale della scuola con risorse aggiuntive, priva in questo modo gli insegnanti di ruolo della possibilità di finanziarsi il proprio aggiornamento professionale. Non può essere questa la strada per incentivare il personale, né per incrementare gli stipendi: è una soluzione inutile, svilente, che ci trova fortemente contrari». E infatti non lo è stata.</p>    <p>28 ottobre 2021 (modifica il 28 ottobre 2021 | 21:16)</p> <p>© RIPRODUZIONE RISERVATA</p>

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“https://www.corriere.it/scuola/secondaria/21_ottobre_28/legge-bilancio-addio-carta-docente-no-italia-viva-a79b097c-37f8-11ec-b57d-189900ff8f36.shtml”
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