Scuola, ecco le Linee guida contro l’antisemitismo. «Così la Rete diffonde i pregiudizi fra i più giovani»


di Orsola Riva Milena Santerini, coordinatrice contro l’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio: «Si comincia con le battute, si finisce con la lobby ebraica e la distruzione di Israele». Il ministro Bianchi: «A scuola, partendo dal passato e dal rispetto dell’altro, si costruiscono un presente e un futuro di pace»

«La scuola italiana in questi anni ha fatto moltissimo per la memoria della Shoah, ma quello a cui stiamo assistendo oggi è un ritorno dell’antisemitismo sotto forme nuove e più insidiose perché meno esplicite del passato. Anche fra i più giovani, purtroppo, soprattutto via Internet. Per questo ci tengo a dare alle nostre Linee guida la giusta visibilità. Perché non c’è tempo da perdere». Milena Santerini parla nella doppia veste di pedagogista – è docente alla Cattolica di Milano – e di coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio. Insieme al ministro Patrizio Bianchi e alla presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni oggi alle 14 e 30 presenterà nella Sala Aldo Moro del ministero dell’Istruzione il risultato del lavoro congiunto di questi mesi. «A scuola si fa memoria. E a scuola si costruiscono, insieme, partendo dall’analisi del passato, un presente e un futuro di pace, partendo dal rispetto per l’altro», è il fermo convincimento del ministro Bianchi. «Queste Linee guida – spiega – si inseriscono in un lungo percorso che la scuola italiana sta facendo da tempo su questi temi. Percorso che ora si arricchisce di un nuovo prezioso strumento».

<p>«Per inquadrare il fenomeno dell’antisemitismo nella sua complessità - spiega Santerini - siamo partiti dalla definizione di 5 tipologie diverse: l’antigiudaismo cristiano associato all’accusa di deicidio; il nazifascismo e il negazionismo; l’idea che gli ebrei siano una lobby che comanda il mondo; l’odio contro Israele inteso non come critica politica ma come messa in dubbio della legittimità stessa dello Stato ebraico; l’odio verso gli ebrei in quanto tali». L’idea di base delle Linee guida per la lotta all’antisemitismo nella scuola è offrire agli insegnanti uno strumento per riconoscere il pregiudizio e per intervenire in modo utile. «Ogni giorno assistiamo a episodi più preoccupanti: dalle stelle gialle nelle manifestazioni dei No-vax alla riedizione di un falso storico come i Protocolli dei savi anziani di Sion. Ma è soprattutto in Rete che l’antisemitismo prolifera, incontrollato, su impulso dei gruppi estremisti: sono tornate perfino le vignette che ritraggono gli ebrei con il naso adunco come “happy merchant” del virus». I ragazzi ma anche i bambini sono letteralmente bombardati da barzellette sugli ebrei, vignette e meme atroci che mettono sullo stesso piano i forni e i lager de le cucine di Masterchef. «La base della piramide dell’odio è molto larga - spiega Santerini -. Si parte con le battute sugli ebrei che sono tutti rabbini, avari. Sembrano barzellette inoffensive e invece già lì alligna l’intolleranza che è l’anticamera della violenza. I bambini non se ne rendono conto. Spesso veicolano questi contenuti in modo inconsapevole». </p>   <p>Alla «fenomenologia» del pregiudizio antisemita in 5 forme, segue una parte operativa in cui si spiega ai docenti come smontare alcuni dei pregiudizi più diffusi, dall’usura alla mitologia della lobby finanziaria. Ma com’è possibile che, con tutto quello che si fa già a scuola, negli ascensori condominiali i ragazzini incidano con la chiave accanto al nome del rapper del momento la scritta «Viva il Duce»? E che negli spogliatoi dei campi di calcio e delle piscine ci sia chi canta spensierato Faccetta nera? «Passa il tempo, si affievolisce il ricordo della guerra - dice amareggiata Santerini -. Le nuove generazioni, poi, devono ribellarsi alla narrazione prevalente degli adulti, quella dell’Europa nata dalle ceneri della Shoah, che loro sentono come retorica. Nel mondo anglosassone gli hanno dato anche un nome: “Holocaust fatigue”. E’ una specie di senso di stanchezza, quasi di saturazione per l’argomento». Intendiamoci. Santerini difende a spada tratta la conquista rappresentata dalla Giornata della memoria del 27 gennaio e da tutte le iniziative ad essa correlata. «Ma le linee guida servono proprio perché gli insegnanti non si limitino a buttare addosso ai ragazzi la memoria ma facciano un lavoro di mediazione culturale per cercare di far venir fuori i pregiudizi inconsci dei ragazzi e accorgersi, perché no?, anche dei propri». </p>   <p>Nella terza parte del documento sono contenute una serie di indicazioni di carattere didattico da sfruttare nel corso dell’ora di educazione civica che dall’anno scorso è obbligatoria in tutte le scuole dall’asilo in su. Un esempio? Come rovesciare il luogo comune dell’ebreo percepito come straniero, non italiano, non solo smentendolo sul piano storico ma anche trasformandolo in un modello positivo di cosmopolitismo al quale tutti possono aspirare. Le Linee guida si chiudono rinviando a dieci opuscoli dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) che affrontano l’antisemitismo in modo diverso a seconda dei vari gradi di scuola e a una «sitografia» ragionata. Ma secondo lei perché le stesse persone che diffidano delle verità condivise dalla maggioranza si affidano senza riserve alle bugie propalate in Rete? «Io penso che al fondo di tutto ci sia il sentimento di impotenza dei cittadini di fronte alle forze della globalizzazione. E’ molto più comodo dare la colpa a una inesistente lobby ebraica, che avere il coraggio di affrontare la realtà nella sua complessità». </p>    <p>23 novembre 2021 (modifica il 23 novembre 2021 | 11:04)</p> <p>© RIPRODUZIONE RISERVATA</p>

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“https://www.corriere.it/scuola/medie/21_novembre_23/scuola-ecco-linee-guida-contro-l-antisemitismo-cosi-rete-diffonde-pregiudizi-piu-giovani-cca15b78-4b89-11ec-a7de-29504a6b0429.shtml”
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