........attendi qualche secondo.

#adessonews solo agevolazioni personali e aziendali.

per le ricerche su Google, inserisci prima delle parole di ricerca:

#adessonews

Siamo operativi in tutta Italia

Eutekne.info – Lavoro & Previdenza

La sanzione prevista per chi non richiede il certificato del casellario giudiziale relativamente a dipendenti da adibire a lavori che comportino contatti diretti e regolari con minori va applicata una sola volta se le assunzioni avvengono contestualmente. Questo è quanto emerge dalla nota n. 967/2021 con la quale l’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) ha fornito al proprio personale chiarimenti in merito ai criteri da adottare nell’applicazione del trattamento sanzionatorio previsto per la violazione dell’art. 25-bis del DPR 313/2002. Tale disposizione è stata introdotta con l’art. 2 del DLgs. 39/2014 al fine di garantire una maggiore tutela nei confronti dei minori, attraverso un adempimento ad hoc, che mira a verificare l’esistenza di specifici precedenti (prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione di materiale pornografico, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, adescamento di minori) in capo a soggetti che, per ragioni di lavoro, si trovino a interagire proprio con minori, come nelle frequentissime ipotesi di asili, scuole e servizi annessi, come quello del trasporto dei minori mediante autobus scolastici o degli animatori turistici per bambini/ragazzi, istruttori sportivi e personale addetto alla somministrazione di pasti all’interno di mense scolastiche. In tal senso, pertanto, la norma in questione prevede l’obbligo di richiedere il certificato del casellario giudiziale di cui all’art. 24 del DPR 313/2002, per il soggetto che intende impiegare al lavoro una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori, al fine di verificare l’esistenza di condanne per taluno dei reati di cui agli artt. 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies e 609-undecies c.p., ovvero l’irrogazione di sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori. Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 9/2014, ha precisato che sono soggetti all’obbligo tutti i datori di lavoro che impieghino lavoratori non soltanto nella forma tradizionale del lavoro subordinato, ma anche in relazione a tipologie contrattuali di diversa natura, sia essa autonoma o parasubordinata, restando, invece, esclusi i rapporti di mero volontariato nonché i rapporti di lavoro delle baby sitter e dei lavoratori domestici, rispetto ai quali l’attività lavorativa si svolge in un ambito, quello familiare, che garantisce già una tutela ai minori. Allo stesso modo, sempre secondo il Ministero, sono fuori dalla previsione di legge anche quelle attività che siano rivolte a soggetti anagraficamente indistinti e, quindi, solo potenzialmente ma non necessariamente minori. Inoltre, dal punto di vista più strettamente operativo, il Ministero del Lavoro, conformandosi a quanto sostenuto anche dal Ministero della Giustizia con la circolare del 3 aprile 2014, suggerisce che, in attesa del rilascio del certificato del casellario giudiziale, il datore di lavoro, prima di impiegare il lavoratore, potrà farsi rilasciare apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, da esibire agli organi di vigilanza. [CATENACCIO] Ciò premesso, a presidio di tale adempimento il comma 2 dell’art. 2 del DLgs. 39/2014 prevede per il datore di lavoro che contravviene all’obbligo in questione, fissato dal citato art. 25-bis, l’applicazione di una severa sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 15.000 euro. In tal senso ci si è chiesti se la sanzione in questione debba o meno tenere conto del numero delle posizioni lavorative interessate, rispetto alle quali l’obbligo di richiesta del casellario giudiziale è stato omesso. In altre parole, se la sanzione vada applicata o meno tante volte quanti sono i lavoratori. Sul punto l’Ispettorato, acquisito il parere dell’Ufficio legislativo dello stesso Ministero del Lavoro, ritiene che la sanzione possa essere unica e, quindi, senza una moltiplicazione della stessa per il numero dei lavoratori, tutte le volte in cui le assunzioni siano contestuali. In buona sostanza il datore di lavoro deve procedere ad assumere nel medesimo contesto più lavoratori e, conseguentemente, per lui l’adempimento di verifica del casellario giudiziale può essere letto in maniera unitaria. L’eventuale inadempimento, pertanto, non può che comportare un’unica sanzione. Al più, come correttamente sottolineato dallo stesso INL, la pluralità di lavoratori potrà rilevare in un secondo momento quale elemento per valutare la gravità del fatto, eventualmente in sede di adozione della successiva ordinanza ingiunzione. Ove, invece, il personale ispettivo accerti la violazione dell’obbligo di cui all’art. 25-bis rispetto a lavoratori assunti in momenti diversi, la sanzione andrà commisurata al numero di lavoratori.

21 giugno 2021 / Mario PAGANO

Source

Finanziamenti – Agevolazioni

Siamo operativi in tutta Italia

Finanziamenti – Agevolazioni

Siamo operativi in tutta Italia

Finanziamenti – Agevolazioni

Siamo operativi in tutta Italia

La rete Adessonews è un aggregatore di news e replica gli articoli senza fini di lucro ma con finalità di critica, discussione od insegnamento,

come previsto dall’art. 70 legge sul diritto d’autore e art. 41 della costituzione Italiana. Al termine di ciascun articolo è indicata la provenienza dell’articolo.

Per richiedere la rimozione dell’articolo clicca qui

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: